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Drive My Car

da 25 Mar 2025Creazioni, Culture0 commenti

Questo articolo contiene spoiler del film e del libro!

Film
Il film “Drive My Car” è tratto dall’omonima breve storia contenuta nel libro di Haruki Murakami, intitolato “Men Without Women”.
Il film in questione dura complessivamente 179 minuti ed è diretto da Ryûsuke Hamaguchi. Uscito nel 2021, può essere categorizzato come drammatico.
Racconta la storia di un uomo, il protagonista Yūsuke Kafuku afflitto da solitudine e malinconia, interpretato da Hidetoshi Nishijima, e inoltre gira intorno alla sua visione dell’amore e al rapporto con esso.
Un altro personaggio molto importante, pur non essendo protagonista, è la giovane e silenziosa Misaki Watari, interpretata da Tōko Miura.

Drive My Car” ci introduce sin dall’inizio il protagonista e la fidanzata, Oto Kafuku, e capiamo il loro legame stretto che però, col tempo, è destinato a dissiparsi. Notiamo una caratteristica della donna, ovvero quella di inventare e raccontare delle storie nei loro momenti intimi, e veniamo a sapere successivamente che questa capacità l’ha indirizzata verso il lavoro di sceneggiatrice.
Invece, Kafuku all’inizio lo vediamo intrapreso nella carriera di attore di teatro, ma successivamente gli verrà data la possibilità di lavorare come regista teatrale.

Tornando alla relazione dei due innamorati, dopo essersi sposati ebbero una figlia, che però perse la vita a soli 4 anni.
In seguito a questa tragedia, entrambi si allontanarono per la tristezza e la disperazione, e Oto finì persino per tradire il marito con un altro. Infatti una sera, dopo essere tornato dal lavoro, Yusuke scopre la moglie tradirlo con un collega di lavoro che gli aveva fatto conoscere giorni prima. Invece di intervenire, esce da casa senza farsi sentire e senza mai dire alla sua amata di averla scoperta.
La situazione va avanti così per un bel po’ di tempo, con la loro relazione che va sempre più a struggersi.

Una mattina, però, prima di andare al lavoro la donna chiede all’uomo di tornare presto, perché avrebbe dovuto dargli una notizia. Forse troppo spaventato, Yusuke scappa ancora una volta da lei e da quella relazione non più piena d’amore e, la sera tardi, dopo essere rincasato, la trova a terra senza coscienza.
Solamente dopo averla portata in ospedale e averla definitivamente persa, scopre che la notizia che avrebbe dovuto dargli era della sua situazione poco in salute, e la sua morte era dovuta ad una emorragia cerebrale.
Un elemento molto importante del film, come del libro, è la macchina del protagonista: una Saab 900 Turbo rossa. Fino a quel momento, aveva lasciato che oltre a lui, la guidasse sua moglie e, dopo la sua morte, non l’aveva lasciata a nessun altro o tantomeno aveva permesso ad altri di salirci.

Per un festival gli viene proposto di fare da regista teatrale per lo spettacolo “Zio Vanja” di Anton Čechov, ma si svolge a Hiroshima, quindi si trova costretto a stabilirsi temporaneamente in un’altra casa.
Giunto a Hiroshima, i direttori del teatro gli affiancano un’autista, Misaki. Inizialmente non accetta questa decisione di buon grado, ma capendo di non avere voce in capitolo inizia ad abituarsi alla sua presenza. La ragazza è silenziosa, non fa domande e parla solamente se sollecitata, e solamente dopo nel film si inizierà ad aprire e inizieremo a conoscerla.

Yusuke apre le audizioni per lo spettacolo, e decide di renderlo internazionale, quindi per ogni ruolo sceglie una persona che usa una lingua diversa.
Come protagonista dello spettacolo l’uomo sceglie Kôshi Takatsuki, ovvero un uomo ritiratosi dalla vita pubblica e, soprattutto, l’amante con cui era stato tradito dalla defunta moglie.
Il suo personaggio è rappresentato come una persona molto irascibile, tanto da arrivare, più avanti nel film, ad un punto di non ritorno.

Durante le prove per lo spettacolo, Yusuke e Misaki vengono rappresentati inizialmente come due persone fredde, quasi senza sentimenti, per poi arrivare pian piano ad aprirsi completamente l’uno con l’altra.
Scopriamo anche la vita della ragazza, che racconta di essere brava a guidare perché da piccola era costretta a raccattare la madre in giro per la città.
Successivamente, anche il protagonista si apre con lei, e le racconta della sua vecchia amata e delle storie che raccontava, oltre ad aggiornarla su tradimenti e problemi.

Finalmente ammette di aver lasciato il teatro, soprattutto di non poter assolutamente recitare lo spettacolo a cui fa da regista, perché la storia, così come le battute che continua a ripetere con la moglie tramite la cassetta lasciatogli da lei, eliminerebbe ogni tipo di barriera: con quello spettacolo si capirebbero i suoi veri pensieri, emozioni e intenzioni.

La situazione continua con i due che si avvicinano sempre di più, fino a poterli vedere come padre e figlia. I due si dicono storie che hanno provato a lasciarsi alle spalle.

Qualche giorno prima dello spettacolo, Yusuke e Takatsuki escono a bere al bar dove, come sempre, si ritrovano a parlare della loro amata, senza mai mettere allo scoperto dei tradimenti.
Dopo quell’incontro, in cui ricordavano malinconicamente Oto, il ragazzo più giovane perde la testa e, dopo essersi allontanato per qualche minuto, uccide un paparazzo che gli stava facendo delle foto. Tale avvenimento viene confessato dallo stesso aggressore durante le prove generali, alla polizia.

Non avendo alcun altro a cui affidare il ruolo di protagonista per lo spettacolo e, dopo aver affrontato e finalmente accettato la morte della moglie e, prima ancora, i tradimenti e i tragici avvenimenti, riesce ad interpretarlo lui. Come lui, anche Misaki riesce a superare i suoi ostacoli personali, e la vediamo tra il pubblico.

La scena finale presenta Misaki nella macchina che prima apparteneva a Yusuke, ma che le ha regalato. Mostra come entrambi abbiano fatto un passo avanti: Yusuke ha finalmente lasciato a qualcun altro la macchina su cui non aveva fatto salire nessuno da dopo la morte della moglie; Misaki guidava finalmente la sua macchina da sola, e non per lavoro o per portare qualcun altro.

Libro
Il libro, a differenza del film, è distintamente corto: è una storia lunga 34 pagine.
Men Without Women” è un libro che contiene diverse storielle che trattano le vite di uomini senza una donna, per un motivo o un altro, accanto a loro. “Drive My Car” è la prima storia presentata del libro.

Analizzando le differenze tra i racconti, scritto e visivo, ne troviamo alcuni.
Innanzitutto, nel primo, è il protagonista a chiedere un autista, preferibilmente uomo, poiché non si fida delle donne alla guida, come spiega nelle prime 2 pagine.
Ne ha bisogno perché gli avevano revocato la patente dopo aver fatto un incidente poiché alla guida da ubriaco, ma senza aver causato vittime. Inoltre, da quell’incidente, ha scoperto di avere un glaucoma, quindi ha un angolo cieco all’estremità dell’occhio destro.
Successivamente, l’intera parte dello spettacolo che Yusuke dovrebbe dirigere non è presente, e anche per questo motivo il racconto è decisamente più breve.

La storia non inizia con marito e moglie, bensì con lei già morta, quindi veniamo a sapere della loro storia tramite i racconti, raccontati a Misaki oppure trascritti sotto forma di pensieri.
Come quarto punto, nel libro Oto muore dopo mesi di visite all’ospedale per colpa di un tumore all’utero e, infatti, l’amante Takatsuki cerca di andare a trovarla più volte, ma lei rifiuta categoricamente.
Questo suo atteggiamento me lo spiego come un rinnegare il fatto di essere stata con un altro uomo: amava davvero il marito, semplicemente dopo la morte della figlia si è sentita persa e, non sapendo affrontare la situazione, è andata nelle braccia di altre persone. Questo non significa che le sue azioni siano giustificate: semplicemente gli viene data una spiegazione, che serve ad analizzare e comprendere meglio il personaggio.

Una differenza importante tra i due racconti è il rapporto tra marito e amante: mentre nel film è Takatsuki a cercare Yusuke, applicandosi anche nello spettacolo diretto dall’ultimo, nel libro è il contrario.
Infatti, i due si incontrano per caso, ma è il malinconico marito che chiede all’amante di vedersi per parlare della moglie, per ricordarla insieme a qualcun altro. Yusuke voleva interloquire con lui per riuscire a capire il motivo per cui la moglie lo avesse tradito.
In realtà, Yusuke era a conoscenza di ben quattro relazioni amorose, che però duravano pochi mesi, giusto la durata delle riprese di un film, in quanto Oto lo tradiva con attori con cui lavorava.

La storia di Misaki, ovvero riguardo la madre, e in parte il padre, viene raccontata da lei stessa al protagonista: la madre è morta quando aveva soli diciassette anni, e il padre le aveva abbandonate quando ne aveva otto. A causa dell’abbandono di quest’ultimo, il rapporto tra madre e figlia non fu mai dei migliori, in quanto veniva sempre accusata dalla più grande per essere state lasciate.

Un motivo riportato più volte scorrendo le pagine del libro è il rimpianto di Yusuke di non aver chiesto ad Oto perché lo avesse tradito più volte, da dopo la morte della loro figlia: era uno strazio per lui immaginarla tra le braccia di altri uomini, e pensava che dopo la sua morte, quindi con il passare del tempo, questa domanda sarebbe a poco a poco affievolita, fino a svanire. Non fu così, bensì divenne una presenza ancora più logorante nella sua vita, anche perché non avrebbe mai più saputo la risposta.

Infine, la parte secondo me più importante ad essere cambiata, è la fine.
Mentre il film presenta un finale chiuso, oltre che buono per entrambi Misaki e Yusuke, nel libro il finale è aperto, senza aver concluso nulla.
Il primo, anche perché più lungo, presenta l’uomo e la ragazza che riescono ad aprirsi totalmente e darsi consigli, fino a risolvere i loro complessi interiori.
Il secondo, invece, non presenta nulla di tutto ciò, anzi i personaggi non superano per nulla le complicazioni che hanno nella loro vita. Ne parlano, espongono i problemi che hanno affrontato ma, per esempio, Yusuke non riesce a darsi una risposta riguardo la moglie e Misaki la vediamo sempre fredda come l’inizio, anche se un po’ di meno.

Considerazioni Finali
Il film tratta l’argomento del senso dell’amore che il protagonista prova dopo la morte della moglie. Solamente con l’aiuto dell’autista, la ragazza, riesce a mettersi l’anima in pace e ammettere a se stesso che la moglie l’aveva tradito, e che non doveva per forza dare un senso a quel gesto che lo aveva ferito.

Anche l’atteggiamento di negazione totale del protagonista è una reazione a ciò che era successo nel loro passato: dopo aver perso la figlia e la moglie, voleva giustificare le azioni di quest’ultima, soprattutto perché l’aveva persa definitivamente e non aveva più l’occasione di risolvere e parlarne con la diretta interessata, quindi aveva continuato a difenderla e proteggere l’idea che aveva di lei fino alla fine.

Anche Misaki racconta di sua madre, quindi dell’amore e anche dell’odio nei suoi confronti, a causa delle sue condizioni, quindi rappresentando amore e la perdita.

Arianna Cianchi

Creazioni e Culture

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